Becco di Rame

CREDITI
dal libro di Alberto Briganti
adattamento drammaturgico Ira Rubini 
ideazione e messa in scena
Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco 
musiche originali di Andrea Ferrario
in scena Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
voci Francesco Orlando, Flavia Ripa, Valentina Scudieri, Nadia Milani, Serena Crocco
pupazzi Chiara De Rota, Linda Vallone
scenografie e oggetti Raffaella Montaldo, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia 
Foto di scena Roberto Finizio

DESCRIZIONE

Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita.

Lo spettacolo narra la sua storia, i bambini possono immedesimarsi nel nostro protagonista che, ancora pulcino, viene portato nella fattoria dove si svolge l’intera vicenda. E qui, incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, marito e moglie, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo, ideale di bellezza e libertà. Le relazioni che si instaurano tra i personaggi, hanno una loro evoluzione che procede di pari passo con la crescita del protagonista e con l’avvenimento più importante di tutta la storia, la perdita del becco.

La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza ma con profondità temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”.

Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti i “brutti anatroccoli” e a tutti quei bambini che, nonostante un’avventura ingiusta che ha portato ad una disabilità acquisita, trovano la forza e il coraggio di ri-innamorarsi della vita.

Genere
teatro d’animazione su nero
età consigliata
dai 3 anni
durata 55’
Tematiche affrontate
diversità, amicizia, disabilità
esigenze tecniche
palco minimo 10x8x6 (lxpxh)
quadratura nera, sala buia
palco avvitabile
carico luci 15Kw - 380V
montaggio 8 ore, smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Lupi Buoni e Tori con le Ali

Lupi Buoni e Tori con le Ali prove e posate Multisala Troisi San Donato Milanese Milano 11 marzo 2017 ph Roberto Finizio 7354

CREDITI
Ideato e realizzato da ArteVOX Teatro con il sostegno del Teatro del Buratto
di Anna Maini
regia Benedetta Frigerio
con Giulia D'Imperio e Paola Palmieri
scenografia, illustrazioni e pupazzi Rossana Maggi
costumi Claudia Botta e Rossana Maggi
realizzazione e consulenza video Michele Cremaschi
musiche e suoni originali Enrico Ballardini
voci registrate di Tommaso Banfi, Renata Coluccini, Marta Comerio, Dario De Falco, Franco Spadavecchia
direttore di produzione Marta Galli
Si ringrazia per la consulenza psicologica la dott.ssa Simona Adelaide Martini
Foto di scena Roberto Finizio


DESCRIZIONE

Chi l'ha detto che tutti i lupi sono cattivi? E che tutte le coccinelle portano fortuna? Che i draghi fanno paura? E chi l'ha detto che i tori non possono volare?

C'erano una volta un lupo buono che desiderava tanto avere dei cuccioli, un drago spiritoso, una coccinella malvagia e... due tori con le ali!
La storia che raccontiamo guarda nel profondo del cuore, senza fermarsi alle apparenze, senza leggere il mondo attraverso quelle fastidiose etichette che troppo spesso mettiamo addosso alle persone oppure, ci sentiamo addosso noi stessi.
Chi l'ha detto che Mattia è monello? E che Chiara sia troppo timida e impacciata? Forse non “sono” in un modo solo, ma al contrario, contengono dentro di sé tanti modi di essere, tutti insieme.

E così ecco a voi Abaco e Rustico, i protagonisti della nostra storia, che sono talmente fuori dagli schemi da sommare in sé le caratteristiche di tre animali diversi: delle vistose corna da toro, delle grandi ali da ape e delle belle zampe palmate da cigno. Esseri impossibili da etichettare, troppo complessi per essere “semplificati” con un'unica definizione. Inizialmente la loro unicità li fa sentire soli, ma si trasformerà presto nella felicità condivisa di sentirsi accettati semplicemente per come si è.

Uno spettacolo delicato, divertente e ricco di linguaggi che racconta di mondi e personaggi fantastici. Una storia che attraverso la metafora degli animali (molto frequentata nell'immaginario dei più piccoli grazie alle favole) parla del valore della diversità e della bellezza di trovare la strada giusta per esprimere liberamente il tesoro che ognuno di noi racchiude dentro di sé, e che ci rende unici e preziosi.

Lo spettacolo si avvale del linguaggio del teatro di figura con pupazzi, di videoproiezioni di cartoon originali realizzati con la tecnica della stop motion e del teatro d'attore.

Genere
teatro d’attore, figura e videoproiezioni
età consigliata
dai 4 ai 10 anni
durata 55’
Tematiche affrontate
accettazione di sé e dell'altro, libertà di espressione, amicizia, oltre gli stereotipi
esigenze tecniche
palco 6x6
altezza minima 4 mt
sala oscurabile
carico luci 3Kw - 220V
montaggio 4 ore; smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Babebibo... Blu!

BabebiboBlu Teatro Bruno Munari Milano 28 febbraio 2019 ph Roberto Finizio 0442

CREDITI
testo e regia Renata Coluccini
in scena Benedetta Brambilla
illustrazioni Rossana Maggi
animazione video Federico Milan
scene Marco Muzzolon
musiche originali Andrea Mormina
disegno luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia


DESCRIZIONE

«Un tempo anch’io ero piccola, piccola come voi.
Me ne stavo chiusa nella mia stanza e giocavo con le mie parole; le parole erano immagini, fantasie che riempivano la mia stanza, si disegnavano sulle pareti…»

La storia è quella di una bambina che non si sente ancora pronta ad affrontare il mondo. Nella sua solitudine gioca con suoni e parole in associazione libera e attraverso questi giochi scopre e riconosce, nominandole, alcune emozioni di cui fa tesoro. Solo allora sarà pronta ad affrontare il mondo, ad uscire dalla sua stanza.
Le parole sono i sassi che ci fanno percorrere strade, sono chiavi che aprono porte, sono il respiro dei sogni, sono disegni nell’aria … ma prima di essere parole sono suoni.
Ogni giorno posso cambiarle, scegliere le più importanti.
Mi serve una parola per ridere, una per dormire, una per essere felice, una per quando sono triste e un’altra per arrabbiarmi.
Nello spettacolo si compie un viaggio insieme agli spettatori, per scoprire quanto i suoni delle parole importanti siano vitali, come nella musica: procurano sentimenti di piacere e gioia, malinconia e tristezza, esuberanza e vitalità, a seconda di come si combinano fra di loro.
Nella creazione delle immagini ci siamo ispirati a Kandinskij alla sua “Teoria armonica dei colori”, in cui diversi colori vengono associati a vari strumenti musicali; così abbiamo provato ad associare parole dai differenti suoni (duri/morbidi, aggressivi/suadenti …) a emozioni e colori.
Abbiamo attraversato con parole e immagini le suggestioni della tristezza, della paura e del coraggio, della forza, della rabbia e infine della felicità.
Per la felicità, così difficile da esprimere a parole, abbiamo creato una partitura in cui le note sono segni, forme e colori che evocano suoni.

“Con i bambini, spesso in modo spontaneo, parliamo usando parole che in apparenza non hanno significato, ma che descrivono il mondo attraverso versi e rumori. Come in una matrioska, dentro il suono si nasconde il significato, il nocciolo della parola, che diventa in questo modo facilmente comprensibile anche da chi ha un bagaglio lessicale ancora in costruzione. Le onomatopee danno ritmo, trasmettono emozioni e fanno ridere.” (Mara Pace)

Genere
teatro d’attore, videoproiezioni
età consigliata
dai 4 agli 8 anni
durata 50’
Tematiche affrontate
educazione all'immagine, emozioni
esigenze tecniche
palco 6x6
montaggio 4 ore
smontaggio 2 ore
attacco elettrico 380V – 10Kw

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Il mio amico mostro

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CREDITI
testo e regia Aurelia Pini
in scena Serena Crocco, Nadia Milani, Matteo Moglianesi
scene Marco Muzzolon
disegno luci Marco Zennaro
scelte musicali Enzo Montrasio
direttore di produzione Franco Spadavecchia
foto di scena Claudio Devizzi Grassi


DESCRIZIONE

“I mostri non esistono!”
Così dicono i grandi, ma Alice, che è una bambina, non lo pensa affatto; a lei piacciono i mostri: li disegna, ci gioca, ci parla, li addomestica, creando con loro dei legami di amicizia.
Poi c'è lui: Sigfrido. Un piccolo mostro morbido, paziente, da abbracciare quando si è tristi; quando è buio le fa compagnia, dorme nel suo lettino. E’ un amico con le ali di drago, a cui confidare tanti segreti, condividere le emozioni, anche la paura.

Alice è una bambina, che affronta i riti del sonno, non vuole che il papà l'aiuti, perché fare da sola è da grandi. Dal grande armadio nasce magicamente la sua cameretta, è tutto il suo mondo fantastico, animistico. Per tutti i bambini la propria stanza è il luogo privilegiato dove poter sperimentare la propria autonomia, scoprire i confini tra il noto e l'ignoto, la differenza tra ciò che è fantastico e reale.

Alice si sente al sicuro tra i propri giocattoli, trova angoli segreti in cui rifugiarsi: l'armadio, il letto, il comodino e la sedia …
“Io non ho paura dei mostri, anzi mi piacciono mostruosamente!”.
Però, quella sera: strani rumori, ombre improvvise, costringeranno Alice ad affrontarne di nuovi, e tutto ciò che è nuovo e sconosciuto, si sa, fa un po' paura.
L’incontro con il nuovo mostro -“Il mostro Piscialetto” - che vive proprio nel suo letto e che vuole fare la pipì lì, proprio lì, a tutti i costi, farà scoprire ad Alice che anche lui ha paura, paura di affrontare il corridoio buio che porta al bagno.

E poi il Mostro Gordo che mangia calzini e mutande e vive nel comodino... ma non ve li sveliamo tutti adesso, altrimenti che mostruosa sorpresa sarebbe …?
Alice li affronterà uno dopo l’altro e la paura diventerà coraggio, li guarderà in faccia e li addomesticherà, perché in fondo i mostri che tutti abbiamo dentro hanno solo bisogno di essere conosciuti, capiti e accettati, e poi... anche amati.
In fondo di questi mostri ci si può fidare... perché hanno un CUORE...
Alice chiude gli occhi, e finalmente può dormire.
“Buona notte Alice”, le dice il suo papà dall'altra stanza e Alice, abbracciata a Sigfrido, dorme.

L'immaginario mostruoso che abbiamo dentro vuole uscire, vuole farsi conoscere e il linguaggio della fantasia è quello che meglio di tutti può raccontarlo, per poi aiutarci ad affrontare il mondo con tutti i suoi ostacoli.

Genere
teatro d’animazione su nero, pupazzi animati a vista
età consigliata
dai 4 agli 8 anni
durata 50’
Tematiche affrontate
L’amicizia, la diversità, la paura, crescere e diventare grandi
esigenze tecniche
palco 8x6x4 (lxpxh); quadratura nera, buio assoluto, carico luci 15Kw - 380V
montaggio 4 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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E' Festa

E Festa 16

CREDITI
Testo e regia Dario Eduardo de Falco
in scena Andrea Pinna, Flavia Ripa, Valentina Scuderi
musiche di Flavia Ripa
costumi Giulia Giovanelli
direttore di produzione Franco Spadavecchia


DESCRIZIONE

Con noi la vita è tutta una giostra che gira,
ti muove, ti alza, ti sposta.
Sale la gioia arriva alla testa,
una piccola siesta... e ricomincia la festa.
La neve raffredda e il ghiaccio fa male
ma l'inverno è più caldo se arriva il Natale.
Diventi più vecchio ogni giorno dell'anno
ma è tutto più bello al tuo compleanno.
La musica è alta, alta è la voce
questa è la festa e la festa mi piace!
La festa è ovunque nelle piccole cose:
le rende grandi più belle e preziose.
Mangiar non è più soltanto “mangiare”,
mangiare è una festa: si chiama “pranzare”.
Si chiude la festa, la gente è partita,
ma qualcosa ci resta: un inno alla vita.

Festeggiare vuol dire stare insieme, celebrare, dare forza e senso alle piccole cose e importanza agli avvenimenti della vita. 
Questa è la missione dei nostri tre protagonisti: una fatina in cerca di magia, un mimo chiacchierone e una musicista svitata. 
Sono l'anima della festa! Insieme attraverseranno paesi e stagioni per divertire tutti con storie, canti, balli perché la festa è un momento importante: con la festa il quotidiano si trasforma in qualcosa di speciale.

Genere
teatro d’attore, clownerie, teatro musicale
età consigliata
dai 3 agli 8 anni
durata 50’
Tematiche affrontate
Festività, celebrazione, riti di passaggio, crescita, stare insieme
esigenze tecniche
palco 6x5 (lxp)
carico luci 3Kw - 220V (minimo)
montaggio 2 ore - smontaggio 1 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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