Il mio papà è Ulisse

Ulisse 8

CREDITI
ideazione e regia Renata Coluccini
con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Renata Coluccini
collaborazione per l’immagine Jolanda Cappi
costumi Mirella Salvischiani
scene Marco Muzzolon
musiche originali Francesco Chebat
disegno luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia


DESCRIZIONE

Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo.
Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio.
Con lui chiediamoci perché il padre non torna.
Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare.
Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre Ulisse, guardando il mare.
E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra.
Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare.
Questa è la storia di un’attesa e di un ritorno.
Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.
Nello spettacolo il teatro d’attore e di immagine si fondono, si mescolano in un’armonia narrativa.
L’idea dello spettacolo nasce dal desiderio di trattare un tema di oggi attraverso il racconto della storia di Telemaco: di un figlio, che attende il padre di cui non conosce neppure il viso, un padre assente, ma nello stesso tempo un padre eroe, un uomo di “successo”, un maestro di inganni.
L’immediatezza delle immagini del sogno e quella delle immagini mitologiche è analoga.
Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro.

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dagli 8 ai 13 anni
durata 60’
Tematiche affrontate
Il mito greco, la crescita, il superamento delle prove
esigenze tecniche
palco 8x6x4 (lxpxh)
sala buia, graticcio, quadratura nera
carico luci 15 Kw – 380 V
montaggio 6 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Binge Drinking

binge 1

CREDITI
testo Renata Coluccini e Mario Bianchi
regia Renata Coluccini
in scena Cristina Liparoto, Dario De Falco, Stefano Panzeri
scene Marco Muzzolon
disegno luci Marco Zennaro
costumi Mirella Salvischiani
direttore di produzione Franco Spadavecchia


DESCRIZIONE

La vita di quattro ragazzi è messa a nudo nella sua ritmata frammentarietà per descrivere una settimana consumata nell’attesa dello “sballo” del sabato sera.
Gli episodi di vita familiare e scolastica si intersecano con momenti di relazione tra amici; alle loro voci si mescolano quelle degli insegnanti, dei genitori e del “barista” in un loop di finta comunicazione. I pensieri veri, quelli spesso nascosti, si rivelano solo al pubblico con cui i personaggi entrano in una relazione di confidenza.
A partire da una situazione di attesa drammatica, viene ricostruito un periodo determinante nella vita di quattro ragazzi, un periodo che determinerà una presa di coscienza e quindi dei cambiamenti o delle perdite. Per crescere bisogna scegliere.
Lo spettacolo affronta un disagio interiore che spinge i giovani “normali”, in maniera assolutamente trasversale rispetto alla società, a compiere scelte comportamentali spesso estreme che li portano all’abuso e in alcuni casi alla dipendenza dall’alcol. Il percorso di messa in scena nasce dall’incontro con alcuni testi, come L’età indecente di Marida Lombardo Pijola, L’epoca delle passioni tristi di Miguel Benasayag, Un milione di piccoli pezzi di James Frey, “Cuore liquido” di Zailckas Koren, che ci hanno spinto a un lavoro di ricerca sul campo e di confronto con giovani, adulti, genitori, medici, operatori incontrati nella fase di elaborazione del testo. Binge Drinking è una fotografia o meglio un insieme di fotogrammi che susseguendosi formano uno spaccato di realtà. E’ un mondo in cui ragazzi e adulti, genitori, figli, insegnanti si urtano senza mai toccarsi veramente.
E’ un insieme di situazioni ironicamente tragiche o tragicamente comiche che si rincorrono fino a deformarsi attraverso una lente liquida.
E’ un mondo dove si abusa di lavoro, di denaro, di palestra, di sudore, di profumo e di alcol.
E l’abuso di alcol da parte dei ragazzi non è un problema loro, ma il sintomo di una malattia che ci riguarda tutti..

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dai 13 anni
durata 60’

esigenze tecniche
spazio scenico minimo 10x8x6 (lxpxh)
quadratura nera – graticcio
attacco elettrico 15Kw 380V – 32A
montaggio 6 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Io me la gioco

IoMeLaGioco5

CREDITI
Testo e regia Renata Coluccini
Con Dario De Falco, Stefano Panzeri
Animazioni video Carlo Fusani
Disegno luci Marco Zennaro
Direttore di produzione Franco Spadavecchia

DESCRIZIONE

Dalle precedenti tappe di lavoro - spettacoli e incontri - sul mondo degli adolescenti e dei pre-adolescenti, sono nate diverse riflessioni. L’abuso di alcol e il cattivo uso della rete ci sono sembrate le punte di un iceberg con un immenso corpo sommerso; manifestazioni di malessere e disagio che nell’eccesso cercano sfogo, quiete e risposte. Sotto il primo strato ghiacciato sedimentano inquietudine, relazioni difficili tra coetanei e con il mondo degli adulti, insoddisfazione, mancanza di speranza, ma anche desideri e passioni forti che spesso non riescono a trovare una strada per affiorare alla luce.
Una delle “dipendenze” di cui oggi si parla e ci si interroga (che riguarda sia gli adulti che i ragazzi) è quella del gioco d’azzardo.
Ci è parso interessante osservare come le parole “gioco” e “azzardo” spesso abbiano assunto un significato negativo. E proprio da qui vogliamo partire, per riscoprire, nel confronto, tutta la positività del gioco e del mettersi in gioco, con se stessi e nelle relazioni.
Adolescenza vuol dire buttare all'aria i “vecchi giochi” e trovarne di nuovi, con diverse e a volte complesse regole, mettendosi anche in discussione. E quali sono i punti cardinali per non perdersi?
Cosa succede se, durante il colloquio con il professore, un genitore scopre che suo figlio non è a scuola da una settimana? Quante e quali domande nascono nella sua mente?
Per cercare le risposte, il padre, con l’aiuto-confronto dell’insegnante, comincia un viaggio, “un’indagine”.
Il mondo del figlio prende forma a poco a poco, tra realtà e proiezioni paterne, tra paure e speranze. Mondo adulto e mondo dei ragazzi provano a guardarsi in faccia. Il gioco d’azzardo nasconde la trappola in cui il figlio e un amico cadono; adrenalina del rischio, valore del denaro, sfida alla sorte… sono richiami avvolgenti e irresistibili per uno dei due protagonisti.
Ma il figlio si rivela, infine, pronto ad affrontare la vita, a comprendere i valori positivi del giocare, perché la vita e le relazioni, uno, deve giocarsele! Una sfida non con la sorte, ma con se stessi, per crescere e per cambiare.
L’adolescenza è una seconda nascita, faticosa e bella per tutti, non solo per i ragazzi ma anche per i genitori che “subiscono” questa trasformazione, o per tutti quegli insegnanti che come contadini gettano semi nel difficile terreno dell’adolescenza e raramente ne vedranno i frutti.

Lo spettacolo si muove in una scenografia essenziale che evoca i diversi piani del racconto, arricchito dalle originali immagini create dal videoartist Carlo Fusani.

Il percorso di approfondimento sul gioco d’azzardo è stato seguito dalla dott.ssa Cristina Perilli - dirigente psicologa presso ASL città di Milano, che da anni si occupa del problema di tale patologica dipendenza.

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dai 13 anni
durata 60’

esigenze tecniche
spazio scenico minimo 10x8x6
quadratura nera - graticcio
attacco elettrico 15Kw 380V – 32A
montaggio 6 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Organizzazione
Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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Straniero due volte

Staniero Due Volte prove La Fabbrica del Gioco e delle Arti Cormano MI 25 novembre 2017 ph Roberto Finizio 2551

CREDITI
Testo e regia Renata Coluccini
in scena Gabriele Bajo, Marta Mungo, Andrea Panigatti
disegno sonoro e musiche originali di Gianluca Agostini
Idea scenografica Anna Cingi
disegno luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia
Grazie a Serena Onder per aver condiviso pensieri e frammenti della sua vita
Foto di scena Roberto Finizio

DESCRIZIONE

“Quando sei strano/Nessuno ricorda il tuo nome”
People are Strange - The Doors
“Mia madre non accetterà mai che io sia felice in un modo che lei non può conoscere” ragazza di 16 anni
“C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”
Leonard Cohen

Sentirsi “strano” rimanda ad una condizione interiore e profonda, mentre sentirsi “straniero” non è riferito tanto ad una provenienza geografica quanto piuttosto ad una condizione umana e sociale. Quando poi si ragazzi di seconda generazione e adolescenti insieme è facile sentirsi Straniero due volte.
Lo spettacolo, ispirato ad una storia vera, narra le vicende di tre ragazzi che in maniera diversa si sentono stranieri: Alessio si sente straniero (incompreso e incapace di comprendere) alla sua stessa famiglia, sua sorella Ludovica si sente straniera a se stessa non avendo ancora maturato la propria indipendenza emotiva e cercando di compiacere con menzogne il mondo esterno (famiglia, amici). Infine il ragazzo curdo, il vero straniero chiamato da tutti “il crudo”, che vive la conflittuale condizione di avere il Kurdistan e i precetti dell’Islam dentro le mura di casa e tutto l’occidente fuori.
Tre ragazzi, tre adolescenti, tre amici. L’occasione di incontro è il Teatro a scuola, una messa in scena dell’amore tra Piramo e Tisbe: i protagonisti, il cui amore è contrastato dalle famiglie rivali, vengono rinchiusi in due stanze di due case confinanti. Il muro che li divide ha una crepa e attraverso quello spiraglio i due giovani parleranno del loro amore che diviene miccia per una serie di situazioni e di riflessioni. Le passioni fanno esplodere i conflitti personali, sociali e familiari, tra atmosfere da ordinaria periferia urbana, contrappuntata da ritmi e sonorità rap.
Con questo spettacolo vogliamo fare una “radiografia” dei giovani così come sono, con i dubbi, le angosce, le indifferenze, le spavalderie, l'arroganza, l'egocentrismo, la rabbia, ma la dolcezza, l'ingenuità. Le difficoltà del crescere.

Lo spettacolo nasce dagli incontri con i giovani nelle scuole che diventano così coautori del testo. Abbiamo raccolto molte storie, incontrato ragazzi che vogliono andare, ragazzi che vogliono restare; ragazzi che non hanno più casa in nessun luogo; ragazzi che mal sopportano quelli che arrivano, quelli nuovi, diversi; ragazzi che amano e con l’amore esplodono in tutte le contraddizioni; ragazzi che stanno crescendo e scoprendo un mondo che loro stessi cambieranno.

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dai 12 anni
durata 60’

esigenze tecniche
palco 10x8(lxp)
carico luci 15Kw - 220V(minimo)
montaggio 4 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Nella Rete

rete 12

CREDITI
Testo e regia Renata Coluccini
in scena Marta Mungo, Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla
scene Marco Muzzolon
animazioni video Carlo Maria Fusani
disegno luci Marco Zennaro
costumi Mirella Salvischiani
direttore di produzione Franco Spadavecchia

Grazie a Serena Onder per aver condiviso pensieri e frammenti della sua vita
Foto di scena Roberto Finizio

DESCRIZIONE

Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti che frequentano il liceo. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri, si sentono, a loro agio: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano si sentono illusoriamente intoccabili …
Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting, e uso sregolato della rete, di social network, internet o giochi.
I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale … una realtà dove loro “mentono” si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano?
Giulio è un ragazzo timido, a scuola viene spesso preso in giro, ma quando arriva a casa e entra nella rete si trasforma, si inventa mille identità e da vittima diventa carnefice.
Francesca è carina, ha un ragazzo, e pensa di gratificarlo mandandogli delle sue foto, foto intime … ma quando per una serie di vicissitudini le foto finiscono in rete anche lei si sente finita.
E poi c’è Elena che nella rete si perde per intere notti, si protegge nell’anonimato, conosce e vede quello che accade agli altri.
Si incontrano tutti i giorni, nella stessa scuola e spesso in rete, anche se non si riconoscono.
Nelle stanze virtuali si può sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, cambiando l'età, la professione e perfino il sesso di appartenenza, ascoltare le reazioni degli altri e maturare delle convinzioni, attraverso il confronto con altre personalità, più o meno reali. Si può recitare nel teatro on-line.
I rischi sono quelli legati a ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale.
Il video creato per lo spettacolo da Carlo Maria Fusani, sottolinea il ritmo narrativo e inventa attraverso forme, segni, linee intrecciate, colori e movimento, l’emotività spesso nascosta dei protagonisti.

Genere
teatro d’attore
età consigliata
dai 12 anni
durata 60’

esigenze tecniche
palco 10x8(lxp)
carico luci 15Kw - 220V(minimo)
montaggio 6 ore - smontaggio 2 ore

Distribuzione
Marta Galli
Cell. 333.2962935 | Tel. 02 27002476
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Isabella Procaccini | Tel. 02.27002476
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