Il folle volo. Dante a teatro

Il Fole volo. Dante a teatro

Teatro del Buratto  - dai 14 anni

Dante si legge; si ascolta; si commenta. E la Commedia, opera di inesauribile vitalità rappresenta, oltre lo spazio e il tempo, la storia della specie umana e di ogni singolo individuo.
Il suo lettore è – prima ancora - uno spettatore: Dante costruisce per lui uno spettacolo che va al di là di ogni possibile immaginazione con un uso superbo e insolito della parola; e costruisce una splendida cattedrale dalle pareti di cristallo, attraverso le quali è possibile vedere tutto, senza ombre, sbavature, incertezze.
Nasceva così, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano – era il 2010 - Dante a teatro, uno spettacolo nel quale si univano insieme la lettura, la narrazione, la danza, la musica, la pièce teatrale, il cinema. Ogni edizione era tramata su un tema diverso: negli anni passati sono stati, fra gli altri, La violenza sulla donna, Il sapiente e il viaggio, L’orrore della guerra, Terra madre, terra matrigna, I’ mi ricordo. Il poema e la memori, La bellezza ch’io vidi

La decima edizione di Dante a teatro. Il Folle Volo avrà due protagonisti: Dante e Ulisse, figure apparentemente agli antipodi, ma unite da una inesausta sete di conoscenza. Ne Il folle volo, nella scrittura di Giuliana Nuvoli, prenderà vita un personaggio di Ulisse inedito: l’abile parlatore, il viaggiatore inesausto è atteso da un destino diverso da quello che gli attribuisce Omero e a cui lo condanna Dante. La pièce si apre sull’adolescenza di entrambi e procede in un confronto in cui il pubblico non tarderà a identificarsi.
Ricostruita con rigore filologico, la figura di Ulisse dialoga con quella di Dante mettendo a nudo temi di attualità scottante: la necessità della cultura; il bisogno di crescere con guide adeguate e autorevoli; il ruolo delle regole; il senso profondo del viver civile; la trasmissione del sapere.

Testi e regìa di Giuliana Nuvoli, con Giovanni Crippa, indimenticato interprete di Testori; commento musicale di Virginia Sutera (violino); Lorenzo D’Erasmo (percussioni); Marco Pisi (oud). Scenografia di Federico Viola. Produzione Teatro del Buratto

Nota: verranno commentati i seguenti canti: Inf. I, II, XV, XXVI. Par. XXXIII

                                 A tutti i docenti che parteciperanno verrà rilasciato attestato per crediti formativi

NOTA al testo di GIULIANA NUVOLI

Ho costruito lo spettacolo come un “dialogo” a distanza, e in parallelo, fra Ulisse e Dante.

“Scene” nelle quali si alternano il mio testo col personaggio di Ulisse, e passi scelti della Commedia col personaggio di Dante.   Dopo il ritorno ad Itaca, Ulisse farà un secondo viaggio: questa volta le ire degli dèi e la violenza della guerra saranno lontani. Come nella Commedia, farà naufragio: ma lo salveranno la giovinezza e la forza dell'equipaggio e potrà tornare a Itaca e trasmettere conoscenza degli uomini. 

Ogni scena ha un’appendice/commento in musica.

La figura di Ulisse è costruita in esatta antitesi rispetto a quella di Dante.

Dante, all’inizio della Commedia è un adolescente: è incerto, pauroso … e cerca una guida e gli si affida. Ulisse, no. La sua hybris è viva già da adolescente, e la sua insofferenza per l’autorità insopprimibile: ma accomunano Ulisse e Dante il rifiuto sprezzante della figura paterna.

 Ulisse va alla guerra, grazie a un crudele stratagemma di Menelao e Diomede: ma non ama la guerra e non stima Agamennone perché ignorante, irresponsabile e arrogante. Non ama la guerra, ma neppure la vigliaccheria: ed è lui che convince (con le buone e le cattive) i soldati a restare. Per porre fine a quella guerra insensata, inventa lo stratagemma del cavallo (qui ho accolto l’ultima tesi sul cavallo di Troia, che in realtà era una nave, l’Hyppos fenicio) e pone fine alla guerra. 
Nel cammino di ritorno Ulisse impara molte cose: tra queste l’importanza di una guida e l’ineliminabile necessità della figura femminile. Tornato a Itaca, è ancora impaziente. Riprenderà un secondo viaggio che lo porterà a conoscere gli uomini con spirito diverso. Gli dèi, questa volta, restano in disparte e Ulisse acquisirà una conoscenza profonda degli uomini: nel suo definitivo ritorno ad Itaca racconterà che è possibile un modo migliore, meno violento e drammatico.

Nel finale Ulisse si salva. L'equipaggio della nave è giovane e sarà in grado di ricostruire la nave e toenare a Itaca. Questa volta Ulisse sarà pago: ha conosciuto il mondo degli uomini, dove gli dei stanno in disparte. Ed è un mondo migliore, meno violento e drammatico.

La ricostruzione della figura di Ulisse è avvenuta con rigore filologico, basandomi sui due poemi omerici e scegliendo quelle che mi parevano più opportune tra le fonti tramandateci dal mondo classico.         

                                             


Via Giovanni Bovio 5 - Milano
dal 13 al 16 marzo 2019
Ore 20.30
21 e 22 marzo 2019
Ore 10.00

Biglietti €10,00
Abbonamento 2 spettacoli (medesime classi) €17,00
2 omaggi insegnanti ogni 25 alunni

Contatti:
Serena Agata Giannoccari
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